Il rapporto tra salute ed emozioni in Medicina Tradizionale Cinese



Avvicinarsi alla Medicina tradizionale cinese, significa veder scorrere la lunga storia di conoscenze multidisciplinari, avvicendatesi in Cina nel corso dei secoli. Nelle pratiche e conoscenze mediche cinesi, cosiddette tradizionali, si intrecciamo antiche filosofie, studi astronomici, geografia, meteorologia, fenologia, agronomia, biologia, botanica, mineralogia, matematica, metallurgia e molte altre discipline tra loro interconnesse.


La salute come espressione del soffio vitale

Nel quadro canonico della MTC, l’unità integrale dell’organismo è garantita dalla connessione stabilita dai meridiani (canali energetici, non sovrapponibili ai vasi anatomici), tra i 5 zang (Cuore, Polmone, Milza, Reni, Fegato: organi considerati pieni perchè immagazzinano le essenze/soffi), i 6 fu (Stomaco, Intestino tenue, Grosso Intestino, Vescica urinaria, Vescica Biliare, Triplice riscaldatore: considerati visceri vuoti, perché trasformano le essenze /soffi), i 5 elementi costitutivi del corpo, gli organi sensoriali, i 9 orifizi (7 orifizi del capo, più i 2 inferiori), i 4 arti e il sistema scheletrico.



Tutte le aree del corpo vanno sempre considerate come parti di un’unità complessiva che si ritrova anche tra essere umano e ambiente esterno, comprendente società umana e natura. L’adattamento all’ambiente esterno può comportare benefici o manifestarsi in reazioni patologiche che portano alla malattia.


Uno dei cardini della MTC è la distinzione tra sindrome, sintomi e malattia, su cui si fonda la molteplicità dei metodi diagnostici e terapeutici. La “sindrome” è considerata come il riassunto del quadro patologico, ovvero del complesso di sintomi che emergono durante l’insorgenza e lo sviluppo della malattia.Tale concezione è centrale e si focalizza più sui cambiamenti di carattere patologico, anziché sulla malattia e sui singoli sintomi. I sintomi vengono identificati con i disturbi lamentati dal paziente mentre la malattia è riferita all’intero processo morboso. Da tali premesse consegue che due differenti metodi terapeutici possono essere applicati separatamente, in base ai risultati di differenti diagnosi, perciò lo stesso disturbo può comportare cure diverse, così come diversi disturbi possono essere curati nello stesso modo. L’insorgere, lo sviluppo e l’evoluzione delle malattie è considerato espressione del processo di conflitto tra ilQi vitale e ilQi patogeno


Il Qi (o Chi) è spesso indicato come “soffio” e rappresenta non solo uno dei pilastri della triade essenza-soffio-energia spirituale (Ching-Chi-Shen), ma è spesso impiegato anche con l’accezione accezioni di Unità, in cui si riassumono i tre aspetti parziali di Ching, Chi e Shen. Nei testi medici solitamente ci si riferisce al Qi (Chi) come “energia”, mentre in quelli taoisti vi si sovrappone il significato di “soffio”; negli scritti che trattano dell’alchimia interiore, il movimento delChi è infatti descritto come una respirazione, con le fasi congiunte di ispirazione ed espirazione.



Organi ed emozioni

A livello esemplare, accenniamo brevemente alle caratteristiche di alcuni de gli organi-zang (Oz) e di un organo-fu (Of), focalizzandoci su quelle legate al movimento del Qi e alla corrispondenza con degli stati emotivi che influiscono sul livello di Qi e sul suo flusso.

Il cuore (Oz) è considerato la sede delle emozioni e della vita psichica. Nel quadro psico-fisiologico della MTC, nel cuore dimorano non solo le emozioni, ma tutte le istanze psicologiche che influiscono sul flusso del Qi negli organi, regolando così le funzioni fisiologiche del corpo. L’emozione associata al cuore è la gioia, intesa come una reazione dell’organismo ad uno stimolo positivo. Come per tutte le emozioni, anche un eccesso di gioia è dannoso poiché conduce a disordine mentale, rilassamento, rende il flusso ematico sregolato e può arrivare a danneggiare il cuore.


I polmoni (Oz) governano il Qi della respirazione e ospitano la produzione di Qi di tutto il corpo. Le emozioni associate al polmone sono il dolore e l’ansia, sentimenti che intaccano il Qi facendolo diminuire e riducendo così la capacità di sopportare gli stimoli negativi apportati da agenti esterni. Se dolore ansia sono eccessivi, il fiato diviene corto. La milza (Oz) ha il compito di distribuire e convertire le sostanze nutritive. Il Qi della milza ha la funzione di coadiuvare e favorire i processi digestivi, in modo tale da rendere possibile la trasformazione del cibo in “Essenza energetica”. Lo stato emotivo associato alla milza è la tendenza alla riflessione. L’eccessiva attività cerebrale può danneggiare il Qi, determinandone il ristagno che rende, perciò, più fievoli la funzione di trasformazione e trasporto esercitate dalla milza. Gli effetti di tale squilibrio si presentano come inappetenza, vertigini e stato di ebbrezza.

Il fegato (Oz) influisce sull’equilibrio e sulla regolazione equilibra il flusso del Qi di tutto l’organismo, poiché ne governa l’uscita e l’ingesso, l’ascesa e la discesa. Al fegato è riconosciuta la funzione di conferire regolarità alle emozioni di ogni individuo. L’emozione connessa al fegato è la rabbia. Quando l’ira è eccessiva può far aumentare enormemente il Qi ematico, fino a determinarne la risalita e fuoriuscita.

I reni (Oz) sono deputati all’accumulo di due tipologie di essenza Qi: l’essenza innata (derivata dal patrimonio genetico trasmesso dai genitori ai figli); l’essenza acquisita (prodotta dal cibo metabolizzato ed assorbito nel corpo). L’emozione associata ai reni è la paura. Quando il terrore e la paura prendono il sopravvento, il Qi dei reni scende anziché salire.

La Cistifellea (Of) immagazzina la bile generata dal Qi epatico. La cistifellea è considerata un organo cavo ed è correlata alla capacità psichica di regolare i propri processi decisionali.



L'essere umano tra micro-cosmo e macro-cosmo 


In queste brevi righe, abbiamo cercato di evidenziare che la medicina tradizionale cinese (MTC) rappresenta una vera e propria medicina Globale, ovvero un sistema di conoscenze (fisiologiche, antropologiche, filosofiche, cosmologiche, spirituali), di metodologie e di tecniche che configurano una visione ogni essere umano come Totalità unica e complessa. Tale globalità è intesa sia nella concezione del corpo umano, inteso come unità dinamica tra stati emotivi, dinamiche fisiologiche e stili di vita, sia nella considerazione dell’inscindibilità tra Uomo (anche come società umana) e Natura, intensi come due poli tra cui si diramano relazioni di co-influenza e co-appartenenza.


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