LA MUSICA COME TERAPIA


La musicoterapia può essere definita come l’utilizzo della musica e degli elementi musicali per favorire l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva dell’individuo e curare malattie e disabilità. Si tratta di un approccio tipicamente olistico e globale che coinvolge l’individuo nella sua totalità, mettendo in gioco il corpo, la sensorialità, l’affettività e le facoltà intellettuali e mentali. La musicoterapia permette al paziente di conoscere e migliorare il proprio io attraverso un cammino di consapevolezza che lo porta ad un migliore stato fisico e mentale ed a un più corretto e sereno approccio alle relazioni interpersonali.[1]

[1] Il suono: per acquisire un equilibrio mente-corpo, in www.crto.org


Aspetti terapeutici del suono e della musica


Il suono deriva dalla vibrazione di un corpo elastico in seguito ad una sua eccitazione, in queste modo le sue molecole sono messe in vibrazione con frequenze dell’ordine di poche migliaia di Hertz (Hz). Nel linguaggio comune si intende, invece, la sensazione uditiva acustica prodotta da tali vibrazioni: l’orecchio umano è in grado di percepire vibrazioni che spaziano in un campo di frequenze da circa 16 Hz a circa 20.000 Hz. Le vibrazioni sonore vengono percepite anche dalle ossa, dalla pelle e dagli organi cavi del corpo umano, infatti è noto che la percezione dei suoni gravi è avvertita in modo fisico nelle regioni più basse del nostro corpo (ventre, torace) mentre i suoni più acuti sono localizzati più in alto (collo, testa); questo spiega come sia possibile applicare la musicoterapia anche su persone prive di udito[1].

[1] Cabuto, Marco, La Musicoterapia, Milano, Xenia Edizioni, 2000, p. 35


A seconda della forma delle onde, i suoni possono avere un effetto “ricaricante” o rilassante: una musica forte e pulsante può dare una sensazione di energia che allevia il dolore e la tensione. Alcuni suoni a carica positiva sono prodotti dalle nostre stesse voci e questi possono rilassare la mascella e la gola.


Il suono può, anche, causare cambiamenti negativi: rumori forti possono “svuotare” il corpo, cioè una frequenza acuta, alta, stridente può causare mal di testa improvvisi e gravi squilibri, mentre i suoni a bassa frequenza possono invadere il corpo, perforare il timpano e causare stress, contratture muscolari e dolore[1].

[1] Campbell, Don, L’effetto Mozart, Milano, Baldini Castoldi Dalai Editore, 2004, pp. 50-51



Come per tutto ciò che riguarda l’uomo, ciò che può fare bene se somministrato accuratamente, in dosi eccessive può essere nocivo, così anche la musica deve essere usata con cautela.


Ogni oggetto possiede una propria peculiare caratteristica sonora derivante dalla unicità della sua struttura fisica, perciò ogni strumento musicale produce vibrazioni particolari che giungono fino a noi e ci trasmettono il loro potere, inducendo il nostro corpo a vibrare anch’esso.


Quindi non è sempre possibile utilizzare lo stesso trattamento musicale con pazienti che mostrano sintomi simili, ma ognuno deve essere considerato come singolo individuo e curato di conseguenza.




Campi di intervento della musicoterapia

I principali campi di intervento della musicoterapia sono due:

1. il primo ha un indirizzo psico-pedagogico o pedagogico e trova applicazione nelle strutture educative. In particolare, possono rientrare in questo campo i disturbi emotivi del bambino e dell’adulto (ansia, depressione, disturbi da attacchi di panico, insonnia,), disturbi relazionali del bambino e dell’adulto, handicap fisico, psichico e sensoriale, disturbi del linguaggio e deficit uditivi;



2. il secondo è di tipo clinico e psichiatrico e viene utilizzato nell’ambito di enti ospedalieri, case di cura e centri di assistenza e riabilitazione.

Qui, attraverso la musicoterapia, possono essere trattati i disturbi mentali (nevrosi, psicosi ed altre malattie psicosomatiche del bambino e dell’adulto, anoressia), esiti di coma, patologie neurologiche (ictus, morbo di Parkinson, ecc…), senescenza e senescenza patologica (demenza senile, morbo di Alzhaimer, disturbi relazionali dell’anziano[1]. [1] Le sedute di musicoterapia in www.benessere.com


Gli effetti della musica sull’uomo

Gli effetti della musica sull’uomo possono essere considerati da vari punti di vista: fisiologico, psicologico e psicopedagogico.

Dal punto di vista fisiologico, si è potuto constatare che l’ascolto dei suoni e della musica, ha un influsso sui ritmi cardiaci e respiratori, sulla pressione arteriosa e di conseguenza, sulla digestione e sul sistema muscolare.



Dal punto di vista psicologico ed emozionale, in ognuno di noi vi è un enorme bagaglio di accumuli emotivi che sono spesso causati dal blocco delle emozioni e sono la principale causa dei fenomeni patologici a sfondo psicosomatico. La musica ha un enorme potenziale benefico, perché suscita emozioni positive che correttamente sfruttate possono rimuovere o trasformare le energie negative che causano un errato funzionamento della struttura psicofisica.


Dal punto di vista psicopedagogico, il paziente nel “far musica” impara a dominare la realtà nel momento in cui esercita sullo strumento un controllo fisico e lo strumento gli consente un’immediata auto-verifica e feed-back.

Il far musica insieme e l’ascolto “con partecipazione del corpo”, soprattutto a livello di gruppo, può essere utile per superare l’isolamento, il senso di rifiuto verso gli altri e favorire la socializzazione.

La musica può inoltre attivare l’attenzione e la concentrazione, motivare l’espressione, abituare all’analisi e alla sintesi.



TESTO e IMMAGINI: Credits@ Elisa Vignando


Elisa Vignando nasce in Italia nel 1983. All’età di 12 anni inizia lo studio del violino che porta avanti con passione e dedizione con studi privati. Dopo il diploma all’istituto Magiastarale nel 2001, nel 2005 consegue,presso l’Università degli studi di Padova, la laurea in DAMS con indirizzo musicale con una tesi dal titolo Musica e guarigione in prospettiva transculturale: l’approcio acustico, in cui evidenzia il suo interessamento per la Musicterapia. Durante gli anni universitari padovani frequenta come violinista l’Orchestra del Concentus Musicus Patavinus, orchestra universitaria, in cui ha anche la mansione di segretaria organizzativa.


Nel 2010 consegue la Laurea Specialistica in Didattica della Musica presso l’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, con una tesi dal titolo Analogie e differenze tra lo sviluppo percettivo della musica e quello del linguaggio verbale, in cui affronta in parallelo lo sviluppo del linguaggio musicale e quello linguistico nei bambini. Con questa tesi ha iniziato nel 2014 il suo percorso lavorativo all’interno della scuola di musica Creobicce di Gabicce Mare dove insegna violino ed è responsabile dei progetti didattici che la scuola di musica offre all’interno della scuola primaria di Gabicce Mare. Oltre che per la musica ha la passione per la fotografia che porta avanti come hobby in maniera amatoriale.

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