Omeopatia e Omeoterapie: quale unità nella pluralità?

Aggiornato il: mag 19

“Di che si facciano i morbi, egli è chiaro a ogni uomo; imperocché essendo quattro i generi de' quali è organato il corpo, cioè terra, fuoco, acqua e aria, il soperchio lorocontro a natura o il difetto, e la tramutazion di luogo, cioè dal loro proprio in uno straneo; e ancora, da poi che il fuoco e gli altri elementi hanno piú specie, il pigliare parti ciascun di essi, che non gli convengano; queste cagionie le altre simiglianti fanno ribellioni e morbi.(Timeo, Platone)

Continuiamo qui, il discorso sull’Omeopatia intrapreso su questo blog, nel precedente articolo "L'omeopatia: terapia o medicina?".

Nella prima parte del nostro excursus, abbiamo cercato di illustrare i capisaldi della visione cosmologica, antropologica, fisiologica e terapeutica, all’origine dell’approccio medico “omeopatico”, considerato nel senso largo del termine. Abbiamo inoltre introdotto, la prassi alla base della metodologia diagnostica “classica”, solitamente utilizzata dai medici omeopati.


In questa seconda parte, ci focalizzeremo su alcuni concetti alla base del quadro diagnostico e, correlativamente, terapeutico, oggi adottato nella medicina omeopatica: l’idea e le tipologie di diatesi o predisposizione costituzionale, proposte da Hahnemann; la teoria delle costituzioni biochimiche o biotipi, perfezionata da Henri Bernard, all’interno della scuola omeopatica francese.  

Contestualizzeremo, poi, l’orientamento terapeutico dell’omeopatia, all’interno della più ampia cornice delle “omeoterapie”,.



La diagnosi omeopatica: ascolto e osservazione



Per individuare la terapia adeguata al trattamento delle problematiche esposte dal paziente, il medico omeopata conduce un esame che parte dall’ascolto, attraverso una serie di domande volte ad interrogare il paziente sul suo stato emotivo e sulle modalità in cui reagisce agli eventi. Alle domande dirette, si accompagna inoltre l’osservazione delle peculiarità fisiche del paziente. I dati così raccolti, vengono sistematizzati all’interno di uno schema ben preciso, per arrivare al riconoscimento del “biotipo” corrispondente alle caratteristiche psico-fisiche della persona.

Lo scopo di tale analisi è quello di raccogliere informazioni sulla predisposizione “comportamentale” della persona, per inquadrare i sintomi, esposti come motivazione contingente del consulto richiesto all’omeopata, all’interno di un “complesso sindromico” che costituisce il “terreno” da cui sono emersi i sintomi della disfunzione psico-fisica. Il concetto di “terreno” è una dei cardini dell’antropologia e della fisiologia sostenuta dalla medicina omeopatica: usando un parallelismo dal valore puramente esplicativo, il terreno potrebbe essere paragonato alle predisposizioni ereditate alla nascita e sviluppate in base alle esperienze di vita. Nella visione di Hahnemann, attraverso i farmaci omeopatici è possibile intervenire su tale terreno, correggendone le espressioni negative per la salute, apportate dal patrimonio genetico e dai comportamenti abituali.

Nel sistema teorico-pratico della medicina omeopatica, di ascendenza hahnemanniana, l’idea di “terreno”, intesa come costituzione fisica e comportamentale, è la base su cui si innesta la teoria delle “diatesi” . Osservando la tendenza di alcuni pazienti a soffrire cronicamente di una o più malattie, nonostante l’efficacia della terapia adottata, Hahnemann raggruppò alcuni insiemi di sintomi, rintracciabili nel bagaglio ereditario e nelle esperienze di vita di una pluralità di persone, ed accumunati dalla prevedibilità delle dinamiche di sviluppo a cui vanno incontro, se non vengono curati adeguatamente. Applicando il principio dell’analogia tra sintomatologia e patologia corrispondente ad alcuni omeopatici,

il fondatore dell’omeopatia identificò tre diatesi, sotto forma di malattie croniche, identificandone i relativi rimedi omeopatici:

1- la sicosi: caratterizzata da verruche e condilomi (escrescenze benigne localizzate a livello degli organi genitali esterni, intorno all’ano, nella bocca e nella gola);

2- il luetismo: caratterizzato da ulcerazioni, infiammazioni e allentamento dei legamenti;

3- la psora: caratterizzata da dermatosi umida, con squame, prurito, ricomparsa ciclica di asma ed eczema.

In seguito, sono state proposte ulteriori distinzioni:

4- il tubercolismo, caratterizzato da infezioni respiratorie croniche ed enucleato all’interno della psora, dal Dr. Leon Vannier (tra i padri fondatori dell’omeopatia francese);

5- il cancerinismo, estrapolato dalla sicosi e caratterizzato dalla comparsa di neoplasie.

Va precisato che le diatesi non hanno alcun corrispettivo, in malattie o sindromi identificate dalla medicina convenzionale.





Costituzione fisica e biotipologie



Le idee hahnemanniane di “terreno” e di “diatesi” sono state la fonte di dibattiti all’interno delle successive scuole di omeopatia che hanno dato vita a varie teorizzazioni, sul concetto di costituzione fisica e sulla classificazione delle tipologie ad essa relative.


L’osservazione e distinzione delle caratteristiche psico-fisiche, in base ad un ordinamento dei “tipi” imani, ha una storia antichissima. Le cosiddette classificazioni tipologiche si ritrovano in quasi tutte le antiche medicine tradizionali. In ambito europeo ne è un esempio paradigmatico la teoria degli umori (sangue, flegma o pituita, bile gialla, bile nera o melancolia), adottata nella medicina galenica che riprende e rielabora la teoria dei temperamenti (caldo, freddo, umido, secco) di Ippocrate e la teoria dei quattro elementi (acqua, aria terra e fuoco) di Empedocle da Agrigento.


In ambito orientale, tra le basi filosofiche della Medicina Tradizionale cinese, vi è la teoria dei cinque elementi (Wu Xing): legno, fuoco, terra, metallo, acqua.


Una sistematizzazione della “fisiopatologia tipologica umana” tra le più raffinate, si deve inoltre alla medicina ayurvedica di ambito indiano, con la teoria dei tre dosha, combinata a quella dei cinque elementi (terra, acqua, fuoco, etere e aria), da cui risulta la distinzione di diverse costituzioni psico-fisiche: Vata Prakriti; Pitta Prakiriti; Khapa Prakriti. Per un approfondimento, rimandiamo ai due articoli su Yoga e Ayurveda già pubblicati su questo blog.



Le costituzioni bio-chimiche di H. Bernard


La classificazione delle costituzioni, maggiormente adottata all’interno della medicina omepatica è stata perfezionata medico Henri Bernard (1895-1980), esponente della Scuola Omeopatica Francese, guidata dal medico Antoine Nebel (1870-1954) e dal suo allievo Léon Vannier (1880-1963).


Il Dr. Henri Bernard è tra i fondatori della Società Omeopatica d’Aquitania, istituira intorno al 1949, in collaborazione con Denis Demarque; la sua opera più importante è il Traité de Médecine Homéopatique. Ad Henri Bernard si deve il sistema delle Costituzioni biochimiche, nella sua forma più conosciuta.

Secondo il medico francese, un essere umano è sano quando è in equilibrio biologico, clinico, e, aspetto più saliente, biochimico. Ogni individuo mostra una costituzione morfologica, chiaramente riconoscibile e caratterizzata nei minimi particolari; su tale costituzione agisce la malattia, innescano dei sintomi patologici che si concretizzano nella sintomatologia propria di una o più patologie.


Bernard rintraccia quattro costituzioni di base, correlando ognuna ad un rimedio omeopatico fondamentale; ne riportiamo brevemente le caratteristiche salienti.


  1. Costituzione CARBONICA: propria delle persone con fisico brevilineo (altezza media, sovrappeso, viso quadrato o rotondo, mani a spatola, denti quadrati o rettangolari orizzontali). Caratteristiche caratteriali: persona ordinata, tenace, lenta, freddolosa e golosa. Presenta le seguenti tendenze: rigidità muscolare, ritenzione idrica liquidi e obesità. Predisposizione alle patologie: durante l’infanzia, malattie infiammatorie della pelle, dell’apparato respiratorio e dell’apparato digestivo; patologie a carico dell’occhio; nelle femmine infiammazioni dell’apparato uro-genitale. Nell’età adulta, possono insorgere malattie reumatico-degenerative che possono sfociare in patologie sclerotiche; si possono anche presentare tromboflebiti, ipercolesterolemia e diabete. Rimedio omeopatico di base: Calcarea carbonica.  

  2. Costituzione SULFURICA: caratteristica degli individui con fisico normolineo (altezza media, normopeso, viso rettangolare, denti quadrati, muscolatura ben sviluppata e tonica, mani e dita proporzionate). Caratteristiche caratteriali: individuo dinamico, attivo, sportivo, creativo, socievole, instabile e volubile. Presenta le seguenti tendenze: generalmente in buona salute, ma tendente ad accumulare tossine. Predisposizione alle patologie: malattie a carico della pelle; patologie del sistema cardiocircolatorio e respiratorio. Il rimedio omeopatico fondamentale: Sulphur.

  3. Costituzione FOSFORICA: tipica delle persone longilinee (altezza media, peso ridotto, viso triangolare, allungato e pallido, mani lunghe affilate, denti rettangolari verticali, arti lunghi con muscolatura ipotrofica). Caratteristiche caratteriali: è un intellettuale, ipersensibile, emotivo, idealista, attento all’estetica, malinconico, depresso e ipocondriaco. Presenta le seguenti tendenze: ipotensione, sensibilità al freddo, mancanza di vigore, tendenza a stancarsi velocemente, ma anche a recuperare rapidamente. Predisposizione alle patologie: distonia neurovegetativa, malattie del sistema nervoso o a carico dell’apparato respiratorio; malattie reumatiche, scoliosi, piedi piatti, disturbi gastroenterici. Rimedio di base: Calcarea phosphorica.

  4. Costituzione FLUORICA: aggiunta successivamente, dal Dr. AntoineNebel e dal Dr. Leon Vannier. Associata agli individui con caratteri di asimmetria (magrezza, viso asimmetrico, mani flessuose, scheletro decalcificato, ipotonia muscolare). Caratteristiche caratteriali: molto intelligente e instabile. Predisposizione alle patologie: instabilità psichica tendente alla paranoia; scoliosi, sclerosi, osteoporosi; carie dentali; problemi a carico delle articolazioni; lombalgie, prolasso di alcuni organi; ernie congenite; varici; emorroidi. Rimedio fondamentale: Calcarea fluorica.



MEDICINA OMEOPATICA E OMEOTERAPIE


La medicina omeopatica, dalle sue origini ad oggi, ha continuato a svilupparsi divenendo un universo costellato da una pluralità di concezioni e tecniche terapeutiche. La Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati (FIAMO) ha elaborato una classificazione delle diverse metodologie terapeutiche che prescrivono l’uso di medicina omeopatici, riassorbendole sotto il cluster delle “omeoterapie”, nelle quali rientra l’omeopatia, distinta per la peculiarità dei principi terapeutici adottati tecnica.


Le “omeoterapie” si distinguono in base alle tipologie di rimedi omeopatici utilizzati e alla formazione professionale, obbligatoria o meno, per chi le esercita.


  • OMEOPATIA o MEDICINA OMEOPATICA: su cui ci siamo fin qui soffermati. Solitamente i medici omeopati si distinguono in due scuole: quella “Unicista” e quella “Pluralista”. Gli omeopati afferenti all’orientamento Unicista si attengono agli insegnamenti del fondatore dell’omeopatia - S.F. Hahnemann - e prescrivono un solo rimedio alla volta, chiamato rimedio costituzionale o “simillimum” del paziente, poiché corrisponde alla totalità dei sintomi che caratterizzano il paziente. Gli omeopati “Pluralisti” si ricollegano al medico francese Leon Vannier e prescrivono la somministrazione di più rimedi, nel corso della giornata, in tempi diversi. I rimedi omeopatici prescritti possono avere uguali o diverse diluizioni, in base ai sintomi e al loro modo di presentarsi.


  • MEDICINA ANTROPOSOFICA: approccio diagnostico, clinico e terapeutico ideato formulato all'inizio del 1900 secolo da Rudolf Steiner e dal Dr. Ita Wegman. Si basa su una visione del cosmo e dell’Uomo orientata alla ricerca delle leggi basilari di tutte le espressioni della vita. Possiede una farmacologia specifica che comprende: sostanze naturali, arte-terapia, tecniche energetiche e massaggi. Adotta medicinali omeopatici unitari e complessi, anche non risultanti dalla sperimentazione patogenetica pura, ma prodotti secondo metodi omologati come omeopatici. Richiede una formazione professionale specifica.


  • OMOTOSSICOLOGIA: approccio diagnostico, clinico e terapeutico, sviluppato a partire dalla Medicina Omeopatica, nella seconda metà del 1900, dal medico tedesco Hans Heinrich Reckweg. Il termine “Omotossicologia” trae origine dal concetto di “Omotossina”, usato per indicare qualsiasi molecola in grado di provocare un’alterazione dannosa all'organismo. Viene assunta la visione dell’organismo come sistema in equilibrio dinamico, attraversato da un flusso ingente di tossine esogene (di origine esterna) ed endogene (prodotte dal metabolismo). L'Omotossicologia considera la malattia come manifestazione della lotta fisiologica dell'organismo, naturalmente predisposto ad eliminare le “omotossine”, ma anche come effetto dell’azione dell'organismo che cerca di porre rimedio, ai danni “omotossici” ricevuti. Anche l’Omotossicologia adotta medicinali omeopatici unitari e complessi, anche non risultanti dalla sperimentazione patogenetica pura, ma prodotti secondo metodi omologati come omeopatici. Richiede una formazione professionale specifica.


  • COMPLESSISMO: tecnica che prescrive la terapia omeopatica, esclusivamente in base all’analisi dei sintomi clinici, senza individualizzarla a seconda del paziente. Il farmaco omeopatico per trattare la sintomatologia del paziente, viene individuato seguendo lo studio descrittivo delle patologie adottato nella medicina convenzionale. Il Complessismo adotta medicinali omeopatici esclusivamente complessi, composti da più rimedi unitari, miscelati tra loro in proporzioni fisse. Non richiede una formazione professionale specifica.


  • IMMUNOTERAPIA OMEOPATICA: terapia che agisce sul Sistema Immunitario, utilizzando sostanze attive provenienti dalle ricerche della Medicina Ufficiale. L'Immunoterapia Omeopatica adotta medicinali complessi, similari a quelli prescritti nel Complessismo. Non richiede una formazione professionale specifica.


  • ORGANOTERAPIA: terapia in cui il medicinale Organoterapico prescritto è indirizzato solo sull'organo da curare, per stimolare o regolare o inibire il funzionamento di tale organo. L'Organoterapia adotta medicinali unitari prodotti omeopaticamente, a partire da tessuti e organi. Non richiedeuna formazione professionale specifica.


  • ISOTERAPIA: terapia che, prescrive il rimedio "identico (isos)", anziché quello "simile (omoios)".




Abbiamo cercato di mostrare che l’Omeopatia è ben più di una tecnica o di una terapia, poiché comprende un quadro teorico, diagnostico e terapeutico, nonché una visione dell’organismo e dell’essere umano che ne fa una vera e propria medicina, al di là del giudizio di merito sulla sua validità.

Per chi volesse approfondire la questione, molto dibattuta, dell’efficacia dei rimedi omeopatici, in base ai criteri della medicina “evidence-based”, rimandiamo a questo interessante database di studi e ricerche, di stampo clinico e sperimentale: http://databaseomeopatia.alfatechint.com

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